Arte e cultura
Azione e movimento dell'Olimpismo sono celebrati con l’esposizione dell’opera più iconica che, ribaltando le convenzioni, diventa sforzo sublime del dinamismo, corpo e azione.
Sergio Ferroni

Parigi 2024 si prepara alle Olimpiadi all’insegna dell’arte tra i monumenti della città dalla Tour Eiffel al Grand Palais.

Foto cover: da sinistra, Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona e Il ministro Gennaro Sangiuliano

     Azione e movimento dell'Olimpismo sono celebrati con l’esposizione dell’opera più iconica che, ribaltando le convenzioni, diventa sforzo sublime del dinamismo, corpo e azione. “Forme uniche della continuità nello spazio” (1913) di Umberto Boccioni inaugurata dal ministro Gennaro Sangiuliano all’Istituto italiano di cultura parigino su iniziativa del direttore Antonio Calbi e con il prestito del mecenate Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona. Dal 1912 Boccioni crea lo "stile del movimento” raggiungendo qui l'apice poetico e formale indagando la deformazione plastica di un corpo antropomorfo simbolo dell'uomo moderno lanciato a conquistare il futuro.

    Una forma unica delle variazioni del movimento si prolunga in una traiettoria e diviene scultura d’ambiente, ponte tra l’infinito esteriore e quello interiore, rottura delle regole e degli schemi accademici e statici svincolata dalla fruizione esclusivamente visiva verso le potenzialità conoscitive degli altri sensi e della sinestesia. Icona del '900 e del Modernismo rappresenta il culmine della forma pionieristica di scultura futurista, movimento nato proprio a Parigi con la pubblicazione del Manifesto su Le Figaro il 9 febbraio 1909, la figura umana viene scomposta e ricostruita in chiave cubista, dinamica, astratta, "trascendentalismo fisico" di un 'uomo meccanico che penetra lo spazio incarnando e riflettendo la vita contemporanea. Boccioni esplora gli effetti del movimento sul corpo e i ritmi lineari che attivano la forma umana.  Una ricerca italiana e francese condivisa dalla cronofotografia di Etienne-Jules Marey e Anton Giulio Bragaglia. ‘Fotodinamismo’, 1911, non più l'impressione istantanea ma il suo movimento, analiticamente ricostruito attraverso la sua traiettoria.  Materiali scomposti e ricomposti sono caratterizzati da effetti ottici ottenuti con obiettivi prismatici. La cronofotografia tecnica (“Le mouvement” 1894) permetteva di fissare fotograficamente le varie fasi di un movimento e la sua applicazione tra scienza ed onirismo, poesia e tecnica. Gli intenti agonistici delle attività sportive degli atleti olimpionici sono celebrati con l’esposizione di quest’opera dal direttore Antonio Calbi nel voler trasmettere la gamma visiva delle forze simultanee promuovendo la cultura del movimento in tutte le sue molteplici espressioni, l’attività corporeo-motoria e sportiva e le sue valenze. Figura con muscoli-fiamma indietro a sottolineare la spinta in avanti e l'idealizzazione del mondo industriale e meccanico, il sentimento di un'epoca e il suo spirito di innovazione.

    E’ una delle poche sculture superstiti di Boccioni rappresentata sui 20 centesimi italiani. Nel 1927 dopo la morte dell’artista quasi tutti i gessi sono stati distrutti. "Forme uniche" si è salvata perché in possesso di Marinetti che aveva una partecipazione intellettuale e progettuale nell'opera futurista di Boccioni concettualmente partecipata che costituisce l'espressione poetica e visiva del loro sodalizio in un certo senso ne è coautore.  Boccioni tramutava le idee comuni in forme utilizzando argilla e una pluralità di materie, dal modellato, con l'aiuto del formatore Cesare Gariboldi traeva i calchi in gesso. In accordo con Amelia Boccioni, sentì l'esigenza di tutelare e divulgare il gesso superstite. Con spirito di conservare l'opera a rischio per la fragilità della materia e di diffonderla così si fece promotore di ricavare dal gesso oggi al, Museu de Arte Contemporanea da Universida de Sao Paulo dal 1933 in poi continuato dai familiari i bronzi che oggi si trovano a Roma, GNAM, Galleria Nazionale d'Arte Moderna; Museo del Novecento Milano, MoMa Museum of Modern Art N.Y.,  Metropolitan Museum of Art NY, Tate Modern Londra. A novembre uno degli esemplari è stato battuto nel 2019 da Christie's N Y "Impressionist and modern art, evening sale" lotto 18 A a 16 milioni di dollari. La scultura arrivata a Parigi seconda patria dell'artista dove ha avuto e viveva il figlio Pietro, avuto da Augusta Popoff in Berdnikoff, e la di lui figlia Helene Berdikoff, a celebrare il dinamismo olimpionico di collezione Bilotti è appena tornato da un tour internazionale su iniziativa della Farnesina curata da Achille Bonito Oliva con tappe nei musei di Singapore, Arts House;  Tokio, Istituto italiano di cultura; New Delhi, Bikaner House; Seul, Sonje Art Center, New York, United Nations Building; Città del Mesico Museo de Arte Moderno.

    In parallelo al  Petit Palais di Parigi  in mostra "Parigi della modernità: 1905-1925", circa 400 opere  da Modigliani a Severini  e tanti altri artisti che segnarono la storia del '900. A fianco dipinti e sculture un aereo e un'automobile, moda,  cinema,  fotografia, danza, il design, l'architettura e l'industria, che evidenziano lo slancio creativo degli anni 1905-1925.  L'arte italiana in rete a Parigi dallo storico gemellaggio che lega le due capitali di Italia e Francia.

    Protagonisti il vulcanico Antonio Calbi neodirettore dell'Istituto, figura di altissimo spicco nel mondo della cultura  (direttore artistico, critico e studioso di arti sceniche, ideatore di progetti, festival, manifestazioni, attento alla creatività giovanile, alle nuove tendenze, alle dialettiche fra arti, saperi, culture), in soli cinque mesi ha ridato vivacità all'Hotel de Galliffet, sede settecentesta dell'istituto. Con la scultura di Boccioni è stato inaugurato il ciclo Passions Olimpiques, una ricco palinsesto pluridisciplinare che accompagnerà i parigini fino ai Giochi Olimpici, con spettacoli, film, incontri, mostre, sfilate.

    Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona il proprietario dell'opera, istitutore di vari musei dall'Aranciera a Villa Borghese al MAB Museo all'Aperto di scultura del '900 al Museo di Arte Contemporanea nel Castello di Rende.  Il ministro Gennaro Sangiuliano ben conosce il valore del Futurismo, movimento che dall'Italia si affermò in tutto il mondo come sfida culturale al rinnovamento e alla creazione di una modernità. Il recupero conoscitivo di questo fenomeno ha contagiato tutte le discipline artistiche, lasciando un'eredità di pensiero e di creatività ancora attuale.

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