Cinema e teatro
"Io non sono più Erodiade e nemmeno la sua parola. Sono, adesso, veramente e per sempre l'ombra" (Erodiade di Giovanni Testori). Solo un mese fa l'ultimo spettacolo al Teatro Vascello nell'interpretazione straordinaria di «Erodiade».
Redazione

Francesca Benedetti nel ricordo di Roberto Bilotti

"Io non sono più Erodiade e nemmeno la sua parola. Sono, adesso, veramente e per sempre l'ombra" (Erodiade di Giovanni Testori). Solo un mese fa l'ultimo spettacolo al Teatro Vascello nell'interpretazione straordinaria di «Erodiade».

"Francesca ha chiuso sul palcoscenico la sua stagione creativa, circondata da un muro d'amore, salutando gli amici e il suo pubblico con lo slancio di sempre".

Una vita eccezionale ricca di continui successi in radio, cinema, televisione, teatro, fuori da ogni schema interpretativo e regola, tanto da fare innamorare autori estremi come Pasolini e Testori. Magnifica, anzi unica, nei grandi personaggi della tragedia greca, Ifigenia, Medea, fino a Lucreazia Borgia. Per tutti la divina Francesca, considerata tra le più grandi attrici, simbolo del teatro moderno anche nei suoi aspetti più enfatici. Creatrice delle Orestiadi di Gibellina con Emilio Isgrò e Ludovico Corrao sui luoghi del terremoto del Belice, portando nuova vita.  Come ricordava in un intervista  "È stato un avvenimento quando mettemmo in scena la Trilogia degli Scarrozzanti, con l’Ambleto, il Macbetto, e l’Edipus da Sofocle. Quei titoli hanno segnato dei limiti nuovi e un nuovo percorso del teatro italiano. Testori è stato il grande salto della drammaturgia e del modo di guardare il teatro." Con straordinaria visione e altrettanta determinata passione ha trasformato la scena in un percorso interiore alla ricerca della propria spiritualità legata alla carnalità. Una vita dedicata alla ricerca dell'intensità all'interno della parola e della libertà immersa nell'infinito. Animata da uno slancio titanico ha lasciato un segno di grande impatto culturale con inesauribili energie, è divenuta vero motore del Sistema dell'Arte teatrale in tutte le sue declinazioni.

Ha ricercato nell'arte la propria anima e personalità che ha tradotto in genialità e grandezza. Il suo impegno, rappresenta a pieno quello spirito di ricerca che non poneva limiti a se stessa e agli autori ai quali chiedeva di andare sempre più in alto contagiando, ipnotizzando, il pubblico che l'ama. Una vita piena di valori in un tragitto lungo e impegnativo. Francesca con l'intelligenza del pensiero, è stata la protagonista del teatro italiano attraversando tutte le mode, anticipando sempre, sorprendendoci ogni volta. Ha saputo unire tecnica, sensualità, ironia, stile, cultura con una classe ineguagliabile. Meravigliose le sorelle Benedetti, Francesca e Maria Teresa due percorsi professionali d'arte unici e compenetranti. Generose, affabili, ospitali, eleganti, un fascino che conquista, sono riferimento affettivo per tanti a Roma. Tutti le conoscono e le amano. 

La scomparsa di Francesca Benedetti  è un profondo dolore personale e una grande perdita per il Paese. Il suo nome vive nel suo operato e nella passione espressa nelle sue straordinarie interpretazioni.

Roberto Bilotti Ruggi d' Aragona

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