Arte e cultura
Un libro tra arte, memoria collettiva, letteratura e attualità
Sergio Ferroni

Presentato a Montecitorio il libro di Maria Pia Cappello “Liriche composizioni di Lino Giuliani”

In un’atmosfera partecipata si è tenuta, presso la Sala Matteotti a Montecitorio, la presentazione del libro della Prof.ssa Maria Pia Cappello, edizione Aracne.  Le pagine del libro, arricchite dai dipinti di Lino Giuliani, evocano un’attitudine espressiva che predilige la soggettività e la risonanza globale dell’immagine in cui l’individuale e il collettivo, l’interiore e l’esteriore, si intrecciano in una dialettica ricca di oggettività e rimandi simbolici. Il moderatore Dott. Gianni Lattanzio - Direttore Editoriale di “MeridianoItalia - ha aperto la conferenza dicendo che in questo libro l’autrice guida il pubblico attraverso le principali tematiche dell’arte di Giuliani - spiritualità, simbolismo, sacralità dell’arte e ruolo della donna - mettendo in luce la capacità dell’artista di fondere l’emozione con l’astrazione e di elaborare un linguaggio iconico che sappia commuovere e far riflettere. In particolare, le opere dedicate a Marcinelle assumono un valore universale di testimonianza e denuncia. La presenza di uno dei suoi dipinti nel Museo Bois du Cazier sancisce il riconoscimento di un percorso artistico che unisce valore estetico, umano e sociale ed è anche un orgoglio nazionale. La presentazione di questo libro è un’occasione per celebrare il dialogo tra arte, critica e memoria collettiva, offrendo spunti di riflessione profondi sul potere rigenerante della creatività e sulla capacità della pittura di costruire ponti tra passato e futuro.

Ha introdotto la conferenza l’On. Fabio Porta, mettendo in luce l’abilità della scrittrice di cogliere con profondità tanto le tensioni poetiche quanto le intuizioni simboliche. La sua analisi si distingue per una rara capacità di armonizzare la dimensione reale e quella immaginaria, evidenziando la continua alternanza tra concretezza emotiva e momenti di slancio visionario. L’autrice, infatti, non si limita a commentare ma intreccia le sue riflessioni con riferimenti alla letteratura e alla poesia mondiale, offrendo così ai lettori chiavi di lettura inaspettate e suggestive. Nel suo lavoro critico, l’autrice sottolinea come Giuliani riesca a trattare temi universali quali la solitudine, l’immagine della donna, la paura, il desiderio di trascendenza e il rapporto con il sacro, sempre attraverso un linguaggio evocativo che non rinuncia mai alla profondità del sentimento umano. invitando a riflettere sul potere rigenerante dell’arte e sulla necessità di un pensiero sempre aperto al confronto tra le voci del passato e quelle del nostro tempo.

Con un intervento articolato e ricco di rimandi testuali, l’autrice Maria Pia Cappello ha illustrato un percorso di riflessione, muovendosi tra analisi critica, immagine e poesia. Evidenziando che l’opera di Giuliani si impone per coesione stilistica e potenza espressiva, ne deriva che il tratto preciso, la composizione raffinata, il cromatismo spesso dominato da colori brillanti, a volte cupi ma con improvvisi squarci di luce, creino un linguaggio visivo riconoscibile, capace di parlare a molteplici livelli, da quello narrativo a quello simbolico, da quello emotivo a quello storico. Attraverso opere che riflettono la scissione identitaria e il conflitto interiore, l’artista si inserisce in diverse correnti artistiche, fondendo complessità formale e intensità concettuale. L’autrice ha analizzato il dualismo tra passato e presente, tenerezza e violenza, amore e ferita, sogno e realtà.Tradizionalmente legate alla pace e all’innocenza, nelle zone di guerra le colombe vengono quasi scolpite in uno spazio di disumanizzazione assoluta. Ricorrendo alle varie metafore, l’autriceha sottolineato l’armonia compositiva e gli elementi visivi e concettuali che caratterizzano le opere, comunicando i messaggi essenziali.

Il Prof Alfio Borghese ha fatto emergere con forza l’originalità di Lino Giuliani e la progressiva rarefazione di pittori autentici,capaci di confrontarsi con la realtà senza abbellirla o rivestirla di grazia apparente. In un panorama visivo in cui molti scelgono di ritrarre fiori come se il mondo intero fosse una serra immobile e rassicurante, Lino Giuliani si allontana da questa illusione bucolica.Il critico d’arte ha messo in evidenza che la pittura di Lino Giuliani non cerca rifugio nell’estetica del compiacimento, ma si radica perfettamente nella complessità del presente. I suoi lavori si fanno voce in una dimensione etica e sociale: non decorano come fiori, ma interrogano. Le sue immagini sono campi aperti sul disagio, sul silenzio sociale, sull’umanità spesso trascurata.Attraverso una forza espressiva che si nutre di materia e ideale, l’artista invita lo spettatore- quindi il mondo - a non restare indifferente. Ogni tela è un invito a pensare, a sentire, anche a meditare. La sua arte, oltre a essere consolatoria, aspira a scuotere, risvegliare coscienze e riaccendere uno sguardo critico sul mondo.

La giornalista Dott.ssa Raffaella Salato argomenta sul ruolo dell’artista, definito spesso "artista giornalista" per la sua attitudine a fissare sulla tela - in modo del tutto personale - i grandi avvenimenti della storia moderna e dell'attualità. Inoltre, Lino Giuliani è stato magistralmente definito dall'autrice Maria Pia Cappello colui che tramite il suo lavoro dà voce all' "eco del cammino della storia".  La sua arte si innesta così - prosegue Raffaella Salato - nel solco dei grandi "artisti - reporter" come i fotografi Cartier - Bresson, Pepper, Erwitt, nonché degli esponenti della street - art di matrice socio - politica come Banksy, Ozmo, Moby Dick e altri, ma ad un livello più alto e sofisticato, sia perché si esprime con la pittura ad olio su tela, sia perché il messaggio è filtrato attraverso il linguaggio suo proprio, che è quello surrealista e simbolista (alla Magritte, alla De Chirico), offrendo dunque all'osservatore una chiave di lettura multipla e stratificata, in grado di innescare la riflessione e la coscienza critica di ciascuno di noi.

Nel suo intervento, Don Italo Cardarilli, ha messo in luce la poetica artistica di Lino Giuliani che si esprime in composizioni che molte volte toccano e affrontano il tema religioso come espressione di un’interiorità che è sempre una ricerca. Il senso del sacro non appartiene solo all’opera di chiaro soggetto religioso, ma, in qualche modo, pervade ogni opera infrangendo il confine tra umano e sacro. C’è una sorta di travalicamento dal sacro all’umano e viceversa. Le opere di soggetto religioso non sono una sorta di riempitivo, ma esprimono il bisogno dell’Alterità. La reticenza del racconto del sé spirituale, è esemplificata da composizioni che interrogano chi osserva. Il teologo ha ribadito che l’arte di Giuliani non si presta mai a uno sguardo, ma mette in difficoltà chi guarda con occhi di interiorità.

L’ Avvocato Agnès K. Giuliani ha sottolineato che Arte e Diritto, apparentemente due mondi distanti, condividono la stessa radice antica sanscrita “RT”, che richiama il movimento, l’azione e il comportamento. Il diritto ha il compito di tutelare l’ordine e difendere ciò che è giusto.  Anche l’arte - quella vera, viva -può, anzi deve, svolgere la stessa funzione: denunciare le ingiustizie, dare voce al dolore, innescare consapevolezza e cambiamento. L’arte ha da sempre il potere di comunicare in modo diretto, e più immediato della parola scritta, messaggi profondi. Ha messo in evidenza alcuni passaggi del libro: l’arte Sacra non viene intesa solo come espressione religiosa, ma come una profonda ricerca interiore, una tensione spirituale verso un possibile legame tra l’uomo e il divino. Altro tema centrale è quello sociale: le opere vannooltre la denuncia, ed offrono un messaggio di riscatto e speranza. Le figure monumentali, fuori scala, rappresentano l’enormità del dolore umano, rendendolo visibile, ascoltabile, impossibile da ignorare. Un invito a ricordare, riflettere e agire verso un mondo più giusto.

Il Prof. Lino Giuliani ha concluso la conferenza, esprimendo la propria commozione per il libro, che ha definito toccante e profondamente significativo. Ha osservato, con grande sorpresa, come l’autrice, attraverso la sua sensibilità e acutezza interpretativa, sia riuscita a restituire l’essenza dei dipinti al punto da sembrare, metaforicamente, l’autore stesso delle opere. Ha enfatizzato il profondo legame di amicizia che lo lega al Prof. Alfio Borghese e a Don Italo Cardarilli.  Ha espresso il suo profondo ringraziamento all’ On. Fabio Porta e On. Di Sanzo, al Dott. Gianni Lattanzio, a tutti i relatori e al pubblico presente, riconoscendo il loro prezioso contributo e la partecipazione qualificata che hanno conferito rilievo e prestigio alla presentazione del libro.

L’ Editore Gioacchino Onorati, di Aracne Edizioni, assente per motivi personali, ha comunicato i suoi saluti.

Tra il pubblico, composto da personalità del mondo culturale, accademico, giuridico, storico ed ecclesiastico, erano presenti: Preside Prof. Fabia Baldi, Dott.ssa Paola Accogli, Avv. Giorgio Lombardi, Avv. Donatella Timperi, Avv. Massimo Baldi Pergami Belluzzi, Avv. Corrado Marinelli, Avv. Massimo Martoriello, Avv. Eugenio Aurisicchio, Dott.ssa Novella Buscemi, Dott.ssa Federica Moriconi, Avv. Patricia Fischioni, Ing. Andrea Di Loreto, Avv. Angela Stani, Prof. Chiara Olmetti, Prof. Andrea Pesillici.

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