Enogastronomia
Sergio Ferroni
Il Caffè Mulassano di Torino presenta “Il Baronetto”
Gabriele D’Annunzio, assiduo frequentatore del Caffè Mulassano di Torino, era un buongustaio e un cultore della buona cucina, tra i suoi piatti preferiti i sapori semplici e vigorosi della cucina italiana di tradizione, il polpettone e la frittata. Ed è così che nasce “Il Baronetto” il primo dei tramezzini del centenario creato dallo Chef Matteo Baronetto.
Dedicato a Gabriele D’Annunzio, il nuovo tramezzino entra già da oggi nella carte del Caffè Mulassano che celebra il centenario con questo nuovo progetto: tre nuovi tramezzini dedicati alle figure più importanti di questa storia, Gabriele D’Annunzio, cui ci si riferisce per la creazione del nome “tramezzino”, Angela Demichelis Nebiolo, che lo ha inventato e Onorino Nebiolo, marito di Angela e proprietario del Caffè Mulassano all’epoca, nel 1926.
“Il mio tramezzino dedicato a Gabriele D’Annunzio omaggia i gusti che il Vate amava consumare durante la sua quotidianità. Tra i suoi piatti preferiti c’erano le frittate e il polpettone, che era solito farsi preparare dalla sua cuoca: ecco quindi che ho deciso di farcire il tramezzino con delle crespelle che prendono la forma di tagliatella, un tocco di maionese, caratterizzata da una nota piccante di wasabi - così come la vita di Gabriele D’Annunzio, conosciuta proprio per i dettagli “piccanti” - e qualche fetta di polpettone.” Così racconta la sua creazione lo Chef Matteo Baronetto che ha accolto con entusiasmo l’invito di Patrizio Abrate e Vanna Chessa, proprietari del locale, e di Klapsrl che gestisce il locale, di lasciare la sua firma nell’universale e famoso “paninetto” che d’ora innanzi tutti potranno gustare sedendosi ai tavolini dello storico caffè, piccolo scrigno di bellezza sotto i portici di Piazza Castello a Torino dove ancoraarriva l’eco di quella Torino nobile, operosa e amante di gusti eccelsi e raffinati.
Per accompagnare la presentazione e la degustazione de “Il Baronetto” lo Chef ha scelto lo Champagne “Alberto” Millesimato 2019 di Alberto Massucco Champagne: 100% uve Chardonnay dei due villaggi Grand Cru della Côtedes Blancs, Avize (90%) e Oger (10%). Vendemmia 2019, fermentate in fût e lasciate riposare sui lieviti 3 anni. Un bocciolo ricamato di chiffon di seta, morbido, avvolgente e coinvolgente. Colori che riportano al sole e alla dolcezza di un mattino che sorge. Profumi fruttati accompagnati da note burrose, perlage fine edelicato ma ambizioso nel tempo. Sapori preziosi che si sprigionano in un elegante tourbillon di reminiscenze profonde.
Oggi come allora l’invito è a degustare i famosi tramezzini e il Vermouth – anche liscio, come veniva servito un tempo e oggi ritornato di moda – quelli classici, amati da sempre e, soprattutto, i nuovi tramezzini esclusivi del centenario a cominciare da Il Baronetto. Il Caffè Mulassano e Angela Demichelis Nebiolo nel 1926 legano i loro nomi in una storia che oggi prosegue con le nuove iniziative per il centenario nel segno della tradizione e del gusto. L’ appuntamento con il prossimo tramezzino dedicato questa volta ad Angela Demichelis Nebiolo sarà il 12 maggio, quando avrà luogo il nuovo racconto gustativo che un altro Chef presenterà per rivelando di cosa sarà composto il tramezzino dedicato alla sua inventrice.
Il Caffè Mulassano e la storia del Tramezzino
Nel 1926 Angela Demichelis Nebiolo conosciuta come “La Signora del Mulassano” inventa un “paninetto” che Gabriele D’Annunzio battezzò col nome di “tramezzino”. Angela, tornata a Torino dopo un lungo periodo negli Stati Uniti, a Detroit dove gestisce alcuni locali con il marito Onorino Nebiolo, ben conosce il gusto dei torinesi, abituati ad una cucina raffinata e di buongusto. Così Angela, dietro al bancone dove i clienti erano abituati a vederla intuisce che lo stesso pane – un pane con una speciale maglia glutinica, lo stesso che si utilizza ancora oggi – può essere ancor più apprezzato se utilizzato per accompagnare svariate farciture, tra cui quei gusti tradizionali molto amati dai torinesi, come i celeberrimi tramezzini con la bagna cauda o il tartufo, tra i più apprezzati anche cento anni dopo.
Il tramezzino, prodotto identitario del Caffè Mulassano, nasce come accompagnamento per l’aperitivo che a quel tempo era rappresentato dal Vermouth, bevanda alcolica su cui si basa la storia stessa del Mulassano, che prima di trasferirsi in Piazza Castello nell’attuale sede nel 1907, è già avviata fin dalla seconda metà dell’800 la bottiglieria di via Nizza.
Il Caffè Mulassanofa parte dell’Associazione dei Locali Storici d’Italia e dell’Associazione Caffè Storici di Torino e Piemonte.
Lo Chef Matteo Baronetto
Matteo Baronetto, classe 1977, originario di Giaveno, alle porte di Torino, dopo undici anni trascorsi alla guida del Ristorante Del Cambio, è attualmente impegnato nello studio di un nuovo progetto imprenditoriale personale.
Tra le sue prime esperienze professionali, lo stage nel 1994 presso l’Albereta di Erbusco di Gualtiero Marchesi, dove ha modo di conoscere Carlo Cracco con il quale collaborerà per circa vent’anni, seguendolo prima al ristorante Le Clivie di Piobesi d’Alba e, successivamente, a Milano al Cracco-Peck, poi Ristorante Cracco, del quale negli ultimi anni ha firmato il menù.
Ad aprile 2014 Baronetto ritorna a Torino diventando lo chef del Ristorante Del Cambio e riportando la Stella Michelin a soli sei mesi dall’apertura. È un ritorno, in quanto proprio dalle storiche cucine del ristorante di Piazza Carignano Matteo aveva mosso i primi passi della sua carriera facendo uno stage.
A caratterizzare in modo particolare la sua cucina, è lo studio delle “Similitudini” tra gli ingredienti: un percorso che parte dal prodotto e dal modo in cui veniva lavorato e servito in passato per arrivare, oggi, a una forma nuova. Nello specifico, "il concetto di Similitudini in cucina - spiega Baronetto - nasce da una riflessione, dal piacere di osservare e percepire persone, cose, profumi e sapori; dalla scoperta di ingredienti che, in cucina come in natura, si assomigliano nell'aspetto e nella consistenza, e si armonizzano e si esaltano se combinati”.
Founder e direttore creativo di Buonissima - l’evento gastronomico, nato nel 2021, che intreccia cibo, arte e bellezza, capace di attrarre nel capoluogo piemontese foodies e grandissimi chef dal resto d’Italia e del mondo -, Matteo Baronetto è, inoltre, autore della rubrica “Fuori menù”, in uscita settimanalmente sul quotidiano La Repubblica.
La Maison Alberto Massucco
Alberto Massucco Champagne è un’azienda, prima ancora che un’etichetta, sunto perfetto di una storia personale fatta di passioni e amicizia. La prima, quella per la Francia della Champagne, porta il fondatore, Alberto, a diventare importatore di Maison indipendenti, frutto del lavoro lungimirante e appassionato di vignaioli Récoltant Manipulant: sono Jean-Philippe Trousset, Gallois-Bouché e Bonnevie Bocart.
A queste, si aggiunge il progetto de le Fa’Bulleuses, sette jeunesfilles, che nel 2015 si uniscono per far conoscere i loro champagne, puntando l'attenzione su quello che vuol dire oggi essere donna e produttrice, con lo scopo di raccogliere in una sola etichetta il territorio della Champagne. Ne nasce una produzione limitata di bottiglie e di magnum Isos che Maison Massucco importa in esclusiva. Ma è un incontro, quello con il vigneron Erick De Sousa, riconosciuto come uno dei più stimati produttori di champagne che trasforma la passione di Alberto Massucco in un’etichetta dal gusto italiano e dalla tradizione francese.
L'amicizia è alchimia: prima Erick De Sousa poi i figli Charlotte, Julie e Valentin, trasformano le idee e i gusti di Alberto, l’uomo, nei suoi champagne. L’avventura prende avvio nel 2018, quando il marchio Alberto Massucco Champagne viene ufficialmente registrato dal Comité Champagne (CIVIC) e vede la luce la sua prima etichetta: il millesimato Alberto 2018. Alberto Massucco Champagne è, ad oggi, la prima e unica azienda italiana proprietaria di vigneti nel territorio e registrata come “produttore” di champagne.
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