Arte e cultura
Una storia d’ingiustizia e di tanti misteri
Sergio Ferroni

“Il Caso Becciu” di Mario Nanni scuote il Vaticano.

Da lunedì 2 dicembre in tutte le librerie d’Italia, appena fresco di stampa “Il Caso Becciu, In-Giustizia in Vaticano, “Dizionario delle omissioni, anomalie, mistificazioni, misteri e veleni, è un libro destinato a fare il giro del mondo della Chiesa e non solo.  Lo ha scritto un giornalista parlamentare di lungo corso, Mario Nanni, Consigliere Nazionale della FIGEC, allievo prediletto del grande Sergio Lepri, e lui stesso per lunghi anni storico Caporedattore Centrale del Politico dell’Agenzia ANSA, un cronista che ha attraversato i mari procellosi della Prima, della Seconda, e della Terza Repubblica, e che oggi diventa testimone oculare e attentissimo del processo più difficile del Pontificato di Papa Francesco.

Edito in Italia da Media & Books di Santo Strati, “Il Caso Becciu” è un libro che entra nel cuore dei misteri Vaticani, che osa criticare il sistema giudiziario d’Oltre Tevere, ma è soprattutto il racconto appassionato di un grande cronista italiano alle prese con un ordinamento giudiziario, quello vaticano, “che qualche volta rischia di mortificare - dice Nanni - i diritti della difesa”.  Qualunque sia la verità, il “Caso Becciu” è una vicenda giudiziaria clamorosa, nata in Vaticano, e dove “per vedere un Cardinale a processo bisogna risalire a cinque secoli addietro”.

Questo libro - spiega l’autore - “è una guida - scandita in voci alfabetiche - per capire, oltre a singoli dettagli della vicenda processuale, su cui sono state scritte migliaia di pagine di verbali e decine di migliaia di articoli di giornale - le dinamiche sotterranee che l’hanno provocata, fatta sviluppare e l’hanno portata a esiti imprevedibili e clamorosi. E non sono mancati i colpi di scena, qui puntualmente raccontati”.

Dinamiche complesse, articolate, non sempre di facile lettura giuridica, venute alla luce durante le udienze. Da grande cronista quale egli è sempre stato Mario Nanni ci ricorda che “Il processo al cardinale (e ad altre nove persone, imputate di reati diversi), si è concluso in primo grado con la condanna di Becciu, ma la sentenza - di cui sono state appena rese pubbliche le motivazioni - non solo non ha reso giustizia alla proclamata innocenza del cardinale Becciu, ma ha suscitato nuovi interrogativi.

Un elenco di questi interrogativi, almeno 15, dice Nanni. il lettore li troverà già all’inizio del libro”.  Chi ha fatto scoppiare il caso Becciu? Chi ha manovrato alle sue spalle? Chi per screditarlo ha osato spifferare perfino all’orecchio del Papa maldicenze, insinuazioni, accuse, facendo costruire un castello accusatorio che poi è miseramente franato? Quali trame sono state ordite contro il cardinale Becciu per eliminarlo dagli altissimi posti di potere che deteneva nella Chiesa e nella Curia romana, per toglierlo dal novero dei papabili?Da vecchio maestro del giornalismo italiano, e da grande protagonista del giornalismo parlamentare, Mario Nanni  riconosce che il tema trattato è delicato come potrebbe esserlo un ordigno bellico inesploso.

Un “Dizionario” che in realtà è un affresco di cronaca attualissima, ma a scegliere il termine di “Dizionario” è stato proprio lui, Mario Nanni, che agli studenti del Master di Giornalismo della LUMSA dove insegna da anni spiega che un “Dizionario” è un documento quasi intoccabile, che si basa su testi virgolettati, ripresi dalle pagine dei verbali di udienza, e quindi “nulla di inventato o di artificioso”.  Un insieme di “frammenti”, che considerati singolarmente servono a dare una idea, una notizia, un particolare narrativo, apparentemente incompleto, ma poi, alla fine, serviranno a comporre un quadro generale della storia. E qui, riappare il vecchio maestro del linguaggio giornalistico scritto. La tecnica compositiva di questo Dizionario - scrive Mario Nanni nella premessa che fa al suo volume - prende a prestito dalla musica la modalità dei leitmotiv ricorrenti, propri della sinfonia; e quindi “nessuna meraviglia se alcune circostanze vengono riferite di nuovo e alcuni particolari vengono riportati daccapo: apparentemente sembrano ripetizioni, in realtà si tratta di presentazione di medesime circostanze in contesti diversi e con l’aggiunta di particolari e di punti di vista diversi”.

Quest’ultima modalità espositiva - aggiunge il “professore”, fra l’altro anche cinefilo di grande tradizione - è tipica di una tecnica cinematografica: “Chi ha visto un celebre film americano “Onora il padre”, di Sidney Lumet, uscito nel 2007, o un noto film italiano “Il Capitale Umano”, di Paolo Virzì, uscito nel 2013, ha ben presente di cosa parliamo. La tecnica è questa: la vicenda narrata è sempre la stessa, in realtà viene rappresentata dall’angolo visuale di un personaggio, poi di un altro, poi di un altro ancora. Alla fine, lo spettatore, nel nostro caso il lettore, farà per conto suo un lavoro di ricomposizione generale delle varie ‘’narrazioni’’ mettendo a fuoco il cuore della storia”.  Un libro shock per certi versi, che apre scenari diversi e inquietanti e di varia lettura su un processo “che solo tra le mura dello Stato Vaticano - dice l’autore-ha potuto svolgersi indisturbato e inalterato come è accaduto. In un Paese civile e democratico come il nostro - sottolinea Mario Nanni - la conclusione sarebbe stata diversa”.

“In questo libro, che ha anche risonanze letterarie – scrive testualmente Mario Nanni - si evocano situazioni, atmosfere e personaggi di vario genere, dal Papa, naturalmente, in quanto capo della Chiesa e del Vaticano, che assomma nella sua persona i tre poteri teorizzati da Montesquieu, che ne fanno un sovrano assoluto, a figure che mai ci si aspetterebbe di vedere aggirarsi negli ambulacri del Vaticano: non mancano infatti il faccendiere, il superpentito, gli agenti segreti, il millantatore, il pregiudicato, l’affarista”.  Mario Nanni rimarca come “Il caso Becciu, dopo essere deflagrato all’inizio provocando una gogna di proporzioni planetarie, col passare del tempo abbia poi suscitato una attenzione meno intrisa di pregiudizi ed è finito sotto la lente di osservatori non prevenuti, intellettuali, giornalisti che amano documentarsi e ricercare puntigliosamente la verità, studiosi di diritto canonico, storici. Il risultato? Che hanno paragonato il caso Becciu a due altre vicende di gogna e di ingiustizia: il caso Dreyfus e il caso Tortora”. Nel caso Becciu, chiarisce Mario Nanni, “sono state ravvisate molte anomalie (nel libro il lettore ne troverà un lungo elenco), e tra queste il cambio, per quattro volte!, delle regole processuali mentre si svolgeva il processo. E la forte impressione -sottolinea l’autore- di una sentenza già scritta”.

Ci sono personaggi - sottolinea il famoso giornalista dell’ANSA - “che recitano più parti in commedia, che manovrano e cospirano alle spalle e nell’ombra, che millantano - forse sì e forse no - frequentazioni, consigli e confidenze nientemeno del Papa, tirato a proposito e più spesso a sproposito in questo processo”.  Alla fine, se ne potrebbe anche fare un film, tanti sono gli ingredienti ideali per una fiction di grande impatto mediatico. Di certo siamo in presenza di un racconto documentatissimo del processo al cardinale Angelo Becciu, che segnerà per sempre - checché se ne dica - la storia della Chiesa moderna, e il giornalista Mario Nanni di questo “processo alla Chiesa di Francesco” ne è oggi narratore di primissima fila. (Rosario Sprovieri)

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