Musica
Nancy Velardita
Il talento di Lucio Corsi a Sanremo
Un simpatico omino che sembra uscito da una fiaba o da una copertina di David Bowie. Un volto a metà tra l’inquietante visione di una maschera mortuaria e la malinconica dolcezza di un moderno Clown. A Sanremo appare con spalline alate, eccessive, da alieno, che hanno i colori dell’Ape Maia o dell’Ape Magà. Ecco Lucio: e luce fu. Al settantacinquesimo Festival della canzone italiana, Lucio Corsi brilla come un diamante raro. Musicista e cantautore sopraffino, peserà al massimo 40 kg, ma contiene il peso di una solida cultura musicale, risultando un abile tessitore di parole e un giocoliere di emozioni. Personaggio dallo stile glam e del tutto fuori dagli schemi, poco lascia trapelare della sua vita privata. Pare che non abbia fidanzati o fidanzate. Sappiamo che è nato a Grosseto, il 15 ottobre del 1993, ed è cresciuto nei pressi di Vetulonia, vicino alla località dove la famiglia gestisce un ristorante. La madre è un’abile pittrice, e sue sono le copertine degli album. Del padre sappiamo che ha svolto molti lavori, tra cui quello di operatore RAI.
In alcune interviste ha dichiarato di essere cresciuto in un podere circondato dagli ulivi in Maremma, che lui stesso descrive come il ‘far west‘ toscano. Conseguita la maturità al Liceo Scientifico di Grosseto va a vivere a Milano, città ideale per portare avanti i progetti musicali e i sogni di sempre.Attualmente si divide tra l’amata Maremma e Milano.
Lucio Corsi, però, rimane Lucio, e vanta un curriculum di tutto rispetto di cui si cercherà di ricordare i passaggi più significativi: il 27 gennaio 2017 è uscito il suo primo album in studio, Bestiario musicale, un concept album a tema favolistico, contenente otto tracce dedicate, ciascuna, a un animale della Maremma. Nel corso del 2017 ha aperto i concerti dei Baustelle e di Brunori Sas nei rispettivi tour teatrali, stringendo un rapporto di amicizia con Francesco Bianconi, con il quale ha condiviso l’ esperienza di modello per Gucci. Tra gli otto finalisti della ventottesima edizione del concorso Musicultura, ha avuto successo con il brano Altalena Boy; sempre nello stesso anno ha ricevuto il premio MEI miglior artista emergente al MEI speciale Millennials al Monk di Roma.
Nel 2018 ha preso parte alle due date di When Mediterranean Meets the Gulf. Words and Notes ad Abu Dhabi e Al Kuwait, evento musicale supportato dall'ambasciata d'Italia e dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Nel 2019 ha ha pubblicato il suo nuovo singolo Cosa faremo da grandi?. Dal 21 ottobre all'11 novembre 2020 è stato ospite fisso, insieme alla sua band, del programma televisivo L'assedio, condotto da Daria Bignardi su Nove. Il 21 aprile 2023 è stato pubblicato il suo terzo album, La gente che sogna. Il 17 giugno dello stesso anno ha aperto il concerto degli Who, in occasione del Firenze Rocks. A ottobre ha ricevuto la targa MEI al miglior artista indipendente dell'anno al Meeting delle etichette indipendenti di Faenza.
Il singolo Tu sei il mattino, compreso nella colonna sonora della terza stagione della serie Vita da Carlo di Carlo Verdone, presenta il cantante come guest star nel ruolo di se stesso. Adora le opere di Ligabue e De Chirico, le poesie di Emily Dickinson, i fumetti di Andrea Pazienza e le canzoni del prestigioso cantautorato italiano, a partire da Paolo Conte. Le avventure dell’immenso Ambrogio Fogar hanno segnato e vivacizzato i suoi adolescenziali sogni d’evasione: nel suo video, infatti, notiamo un cammeo, una citazione della storica barca del navigatore milanese, la Surprise, costruita a Castiglione della Pescaia, non distante dalla casa del giovane. Il talento non gli manca. Spalline giganti di un giallo abbagliante, un colore che non può non essere collegato all’idea della luce contenuta nel suo nomen / omen “Lucio”, dal latino lux-lucis = luce. Canta il coraggio di essere normali, di accettarsi e di impegnarsi, perché ciascuno può essere straordinario a modo suo, anche deludendo le aspettative degli altri.
"Volevo essere un duro" è la canzone che presenta a Sanremo, quasi una delicata ballata fortemente autobiografica, che racconta il disagio di chi non è nato perfetto e fa un percorso di autoaccettazione che passa anche attraverso diversi fallimenti.
Il testo racconta il desiderio del protagonista di essere più forte, di farsi accettare da tutti, perché " il mondo è duro per quelli normali che hanno poco amore intorno o troppo sole negli occhiali". Così, alla fine, dopo aver coltivato i sogni più strani e improbabili, si arrende all'evidenza dei fatti e si accetta per quello che è: vulnerabile, pieno di paure, "uno starnuto" per il mondo dei forti e dei bulli, un signor nessuno di pirandelliana memoria, ma presente a sé stesso, coerente e convincente. Meglio affrontare le proprie fragilità, tramando d’incanto l’umanità delle emozioni e la serena accettazione del sé. Nella vita ce la puoi fare anche se “non sei nato con la faccia da duro”. I consensi in crescita nei suoi confronti lo stanno dimostrando. E così, in un mondo fatto di gente tronfia e pretenziosa, in una società che promuove solo le “galline dalle uova d'oro” e che ci vuole performanti e competitivi ad ogni costo, il talentuoso Lucio va contro ogni algoritmo, diventa spia luminosa per gli altri giovani, ed effonde quella luce di speranza, di positività e di Rinnovamento che è insita nel suo nome.
Docente di lettere
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