Enogastronomia
La storia di Roberto Rondelli, un vignaiolo per scelta e per passione esprimendo al meglio il potenziale della sua terra e dando voce al carattere autentico dei suoi prodotti
Francesca Sirignani

Roja: l’essenza di un percorso e l’anima del Rossese

Nasce un nuovo gioiello enologico nel cuore dell’estremo Ponente Ligure: Roja, il Rossese di Dolceacqua Superiore, frutto della passione e della dedizione di Roberto Rondelli. Questo vino, curato in ogni dettaglio con un approccio artigianale, rappresenta l’ambizioso obiettivo di elevare la denominazione Dolceacqua DOC, valorizzando la straordinaria unicità di questo territorio.

La viticoltura, in molte famiglie, è un’arte che si tramanda di generazione in generazione. Nel caso di Roberto Rondelli, però, il suo viaggio nel mondo del vino non nasce come semplice eredità ma come una scelta consapevole, dettata da un profondo amore per il Genius Loci di queste terre. Un luogo capace di ispirare e di suggerire un perfetto equilibrio tra natura e intervento umano, in un’armonia che dà vita a qualcosa di autentico, bello e buono.

Siamo a Camporosso, un piccolo comune a pochi chilometri dal confine francese, immerso nelle colline dell’estremo Ponente Ligure. Qui, nei primi anni Duemila, poco dopo aver terminato gli studi superiori, Roberto decide di riportare in vita un pezzo della sua storia familiare: ripiantare le vigne laddove un tempo c’erano quelle di suo nonno.

Il punto di svolta arriva con l’acquisizione e il lavoro nel vigneto di Migliarina, un’area di 3,5 ettari che diventa il cuore pulsante del suo progetto vitivinicolo. È qui che Roberto realizza il suo sogno: esprimere al meglio il potenziale di questa terra e dare voce al carattere autentico del Rossese di Dolceacqua.

Dal 2016, Roberto si dedica a studi approfonditi e a una selezione minuziosa delle parcelle migliori, con l’obiettivo di creare il vino di punta della sua azienda. Dopo anni di ricerca, sperimentazione e cura meticolosa in vigna e in cantina, finalmente nel 2022 vede la luce la prima annata del Roja, un Rossese di Dolceacqua Superiore che incarna l’anima più nobile e raffinata di questa denominazione.

Un vino nato dalla tradizione ma con una visione innovativa. Un omaggio al territorio e alla passione di chi lo coltiva con amore e rispetto.

"Roja è la sintesi del mio percorso come vignaiolo, il risultato di anni di dedizione e ricerca, nato con l’obiettivo di esaltare le straordinarie potenzialità del Ponente Ligure e del vitigno Rossese. Un vino che guarda al futuro, pensato per evolvere nel tempo grazie a una grande capacità di invecchiamento, dove struttura e armonia si intrecciano in un equilibrio perfetto."

Con queste parole, Roberto Rondelli racconta il cuore della sua creazione: un Rossese di Dolceacqua Superiore che vuole spingersi oltre i confini dell’ordinario, esprimendo con forza e raffinatezza l’identità del territorio. Una base tannica importante ma setosa, capace di avvolgere il palato con eleganza, mentre l’estrazione attenta porta in primo piano la bellezza più autentica di questo vitigno. Il grado alcolico elevato, unito a una dolcezza naturale, regala al Roja una profondità quasi infinita, un viaggio sensoriale che non si esaurisce con il primo sorso. "Quello che ricerco nel mio vino non è solo equilibrio o complessità ma soprattutto emozione", sottolinea Rondelli.

Il Rossese di Dolceacqua è un vitigno che affascina per la sua eleganza, ma che al tempo stesso rappresenta una sfida costante per chi lo coltiva. La sua buccia sottile lo rende particolarmente delicato e vulnerabile, mentre la sua natura capricciosa si traduce in una resa variabile di anno in anno.

Per esprimere al meglio le sue potenzialità, il Rossese ha bisogno di terreni ben drenati e di zone costantemente ventilate, condizioni essenziali per proteggerlo dalle patologie fungine causate dall’umidità. È proprio questa combinazione di elementi – suolo, esposizione, vento e il lavoro sapiente del vignaiolo – a determinare la qualità e la personalità di ogni annata.

Nel Roja, Roberto Rondelli è riuscito a catturare l’essenza più pura di questo vitigno: un vino che racconta il territorio con profondità e finezza, pensato per chi ama scoprire la Liguria attraverso ogni sorso.

 

Francesca Sirignani

 

 

Francesca Sirignani

Giornalista pubblicista specializzata in tematiche turistiche ed europee. Ha conseguito una laurea in Giurisprudenza e, dopo aver ottenuto la seconda laurea in Studi Europei ed Internazionali, ha approfondito la conoscenza dell’inglese e del francese viaggiando e frequentando corsi linguistici all’estero. Collabora con diversi un periodici specializzati in viaggi e rivolti a chi è appassionato di turismo, cultura ed enogastronomia. Si è occupata anche della redazione dei magazine dell‘ Hotel Indigo St. George, un boutique hotel 5 stelle lusso di Roma. La passione che nutre per le culture, le tradizioni e i paesaggi di altri popoli l’ha sempre portata a viaggiare e a fotografare molti Paesi.

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