Turismo
C’è un’immagine consolidata, quasi automatica, legata all’esperienza della montagna invernale: quella della cabinovia che parte puntuale, delle piste perfettamente battute al mattino, della neve compatta anche quando non nevica da giorni.
Roberto Dionisi

Monterosa #dietrolequinte: si fa presto a dire montagna!

Un quadro apparentemente spontaneo, naturale, come se tutto fosse il risultato di una semplice armonia tra natura e sport. C’è chi arriva, si infila gli scarponi e sale in quota. E poi c’è chi, per rendere tutto questo possibile, lavora nell’ombra, con la precisione di un meccanico d’orologio svizzero e il carattere di un alpinista sotto tormenta.

Benvenuti nel “dietro le quinte” di Monterosa Ski.

Un sistema che sembra funzionare come per magia… ma che di magico ha ben poco. Solo alta specializzazione, pianificazione certosina e una squadra che sa il fatto suo. Quello che per il visitatore è una “giornata sulla neve”, per chi ci lavora è il risultato di un equilibrio complesso tra natura, ingegno e manutenzione costante.

Impianti di risalita: la punta dell’iceberg

Qualcuno si è mai soffermato a pensare all’ingegneria degli impianti di risalita nel corso di una giornata passata sulle piste di Monterosa Ski? È incredibile come ogni tipo di impianto abbia le proprie caratteristiche che rendono l’esperienza di salire in quota unica e affascinante.

La rete impiantistica Monterosa Ski, che si estende tra Valle d’Aosta e Piemonte, include 52 impianti di risalita tra telecabine, funivie, seggiovie e skilift, ognuno dei quali è gestito secondo un protocollo rigoroso di sicurezza, manutenzione e controllo. Si tratta di infrastrutture complesse, ognuna con la propria personalità e le proprie esigenze. Ogni impianto viene controllato al millimetro da tecnici specializzati con competenze che spaziano dalla meccanica di precisione all’elettronica industriale.

Un dettaglio? Ogni mattina parte un check completo, e ogni sera — quando i gatti delle nevi iniziano a salire — si apre un altro ciclo di monitoraggio. Le manutenzioni non si improvvisano: sono pianificate con mesi di anticipo, visto che anche un bullone allentato può fare la differenza.

Per saperne di più: Quali sono le diverse tipologie di impianti di risalita nel Monterosa Ski?

Innevamento programmato: ingegneria climatica

Altro che “sparaneve”. Qui si parla di impianti di innevamento altamente tecnologici, capaci di dialogare in tempo reale con la temperatura, l’umidità e il vento. Non si tratta solo di “fare neve”, ma di creare le condizioni perfette per la sciabilità, ottimizzando risorse, acqua, energia.

Anche quando la natura non collabora, il sistema di innevamento programmato di Monterosa Ski continua a operare senza sosta, sfruttando l’umidità dell’aria come principale alleato.

Uno degli sviluppi rilevanti è rappresentato dal prossimo progetto del bacino artificiale in località Laris, a Champorcher, che vedrà la creazione di un lago da 16.000 m³ per l’inverno 2025/26. Questo bacino sarà essenziale per l’innevamento delle piste principali da Cimetta Rossa a Laris, con l’installazione di 76 aste e 2 ventole. Un network che sembra un cervello: centrale di comando, sonde meteo, turbine e software predittivi. Tutto orchestrato da operatori formati e pronti a intervenire in ogni condizione, anche nel cuore della notte. Il vero “nevaio artificiale” è un mix tra matematica e meteorologia, con un pizzico di incoscienza alpina.

Per saperne di più: Il complesso mondo dell’innovativo sistema di innevamento a Monterosa Ski

Umani, non eroi (ma quasi)

Dietro ogni impianto che parte in orario e ogni pista perfettamente battuta, c’è una squadra invisibile ma essenziale. 274 tra tecnici, meccanici, ingegneri, esperti in sicurezza, ma anche autisti, spalatori, addetti agli imprevisti. Gente che lavora a -15° come se fosse routine. Perché lo è.

Monterosa Ski è una macchina complessa fatta di persone, dove il know-how non si compra, si coltiva sul campo, con esperienza, dedizione e una buona dose di testardaggine.

Vedere per credere

Il progetto video “Monterosa #dietrolequinte”, svela per la prima volta questo universo nascosto. Un racconto crudo, reale, fatto di volti, gesti e suoni d’alta quota. È il nostro modo per dire: si fa presto a dire montagna. Ma per farla vivere davvero, ci vuole molto, molto di più.

BLE: la tecnologia Bluetooth Low Energy al servizio del mondo dello Sci

A partire dal 2025 è possibile, nel comprensorio Monterosa Ski, dire addio ai tradizionali skipass fisici: è oggi lo smartphone, tenuto acceso nella tasca sinistra, lo skipass per accedere alle piste di Monterosa Ski e Monterosa Freeride Paradise. Sarà quindi possibile annullare del tutto il tempo trascorso in coda in biglietteria (sia per l’acquisto del titolo che per il ritiro di un pass acquistato online) e trascorrere quello stesso tempo facendo quello che si ama di più: surfare le nevi di un comprensorio che si estende su un dislivello che va dai 1200 m di Alagna ai 3275 m di Punta Indren.

Perché raccontarlo ora?

Perché il turismo consapevole passa anche da qui: conoscere il lavoro che c’è dietro una pista perfetta significa rispettare di più l’ambiente, le persone e l’esperienza stessa. Monterosa Ski invita il pubblico a guardare oltre il panorama e cogliere il battito d’ingranaggio che muove l’intero sistema.

MONTEROSA SKI

Monterosa Ski deve il suo nome al vicino massiccio del Monte Rosa. Il comprensorio sciistico si estende in Valle d’Aosta interessando la Val d’Ayas, la Valle del Lys e la Valle di Champorcher e in Piemonte interessando la Valsesia.

Gli impianti di risalita della Val d’Ayas si congiungono con quelli della Valle del Lys attraverso il colle Bettaforca. Il collegamento tra la Valle del Lys e la Valsesia è garantito dal Passo dei Salati.

Dal 2010, il comprensorio rimane quasi totalmente aperto anche d’estate, permettendo a bikers e a turisti a piedi di attraversarlo totalmente. È possibile partire da Frachey in Val d’Ayas e raggiungere Alagna Valsesia e tornare in giornata usando solo gli impianti di risalita.

Le località che compongono il comprensorio sono:

Ayas-Antagnod (AO)

Ayas-Champoluc (AO)

Champorcher (AO)

Brusson (AO)

Gressoney-La-Trinité (AO)

Gressoney-Saint-Jean (AO)

Alagna Valsesia (VC)

Alpe di Mera (VC)

Piste e impianti

Sono disponibili: 28 piste blu, 73 piste rosse e 11 piste nere, fra cui, a Gressoney-Saint-Jean, quella più difficile della Valle d’Aosta), e 52 impianti di risalita che partono da una quota minima di 1212 m s.l.m. (Alagna Valsesia) e arrivano fino ai 3275 m s.l.m. della Punta Indren (AO).

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