Arte e cultura
Nel cuore della Roma più aristocratica e barocca presso la Coffee House di Palazzo Colonna, prende forma una mostra intitolata “Arte e fotografia”: il dialogo delle immagini, sul rapporto tra pittura e fotografia.
Sergio Ferroni

Mostra arte e fotografia alla Coffee House di Palazzo Colonna

Nel cuore della Roma più aristocratica e barocca presso la Coffee House di Palazzo Colonna, Piazza SS. Apostoli 67, prende forma una mostra intitolata Arte e fotografia: il dialogo delle immagini, che indaga uno dei rapporti più affascinanti della storia visiva: quello tra pittura e fotografia. L’esposizione, curata dall’art manager Michele Crocitto, si terrà venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 aprile 2026 dalle ore 10,00 alle 19,00. Un dialogo che, se in passato è stato segnato da una sottile rivalità - basti pensare a come la fotografia, alla sua nascita, sembrasse mettere in crisi il primato della pittura - oggi si rivela invece come uno spazio fertile di contaminazione e crescita reciproca. Oggi queste due forme d’arte non si escludono più: si osservano, si attraversano, si completano.

Michele Crocitto, con la sua idea riunisce artisti di diverse generazioni e visioni, costruisce un ponte tra memoria e contemporaneità. Tra i protagonisti spiccano Giuliano Grittini, maestro della fotografia analogica e figura di riferimento nel panorama artistico italiano. In questa occasione presenta una preview della sua esposizione Roma Ti Amo, includendo la celebre interpretazione di Marilyn Monroe, immagine che si fa simbolo di un’estetica sospesa tra mito e cultura pop.

Accanto a lui, la nuova generazione trova voce nel fotografo londinese Jude Black, la cui ricerca si muove tra sperimentazione visiva e riflessione sull’immagine nel presente. Fulcro concettuale della mostra è il progetto Riflessi di Venere, nato dalla collaborazione tra Jude Black e Anfissa Vassé.

Qui la pittura incontra la fotografia in una dimensione ibrida: il corpo dell’artista non è più soltanto soggetto, ma diventa superficie, materia e linguaggio. Anfissa si trasforma in Venere - non rappresentata, ma evocata - attraversata dalla luce, frammentata, quasi dissolta. Le immagini, ambientate tra cavità rocciose e aperture sul mare, richiamano suggestioni arcaiche e rimandi al mito. La sovraesposizione diventa gesto estetico: una “bruciatura” controllata che non cancella, ma apre nuovi livelli di lettura. La figura femminile emerge e scompare, come un’apparizione mai completamente rivelata. A dialogare con queste fotografie, la stessa Anfissa Vassé presenta una serie di dipinti che proseguono e amplificano la narrazione, creando un flusso continuo tra gesto pittorico e immagine fotografica. In questo processo, la pittura si configura come riflesso e reinterpretazione dell’immagine fotografica: un’indagine sul modo in cui l’artista percepisce se stessa non solo come autrice, ma come parte integrante dell’opera di un altro artista. Il lavoro diventa così un doppio specchio - tra fotografia e pittura, tra soggetto e visione - dove l’identità si dissolve e si ricompone. Questa riflessione si estende in una dimensione performativa: Anfissa Vassé realizzerà un live painting e body painting su una modella, trasformando il corpo in una superficie viva e in continua trasformazione. Il gesto pittorico, eseguito in tempo reale, renderà visibile il processo creativo, mettendo in scena il passaggio dall’immagine alla materia.

La performance si terrà venerdì 10 aprile alle ore 17:00, negli spazi del Palazzo Colonna, durante l’aperitivo inaugurale del vernissage, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva in cui arte, corpo e tempo si incontrano.

Il tema della figura femminile attraversa l’intera esposizione, declinandosi in molteplici forme.

Pietro Gottuso propone la serie Ritratti Femminili, una riflessione sensibile sull’identità e sulla complessità dell’universo femminile. Parallelamente, Anna Semyannikova presenta la collezione Soglia, un’indagine sul limite - tra luce e oscurità, tra controllo e desiderio - dove l’immagine diventa spazio psicologico. Jude Black (Judeblackphotography) espone inoltre il trittico Tra veglia e vertigine, ambientato in interni domestici che si trasformano in scenari simbolici. Qui la figura femminile perde stabilità, oscillando tra presenza e assenza, tra seduzione e sottrazione. La luce non costruisce l’immagine: la consuma. Nel lavoro emerge anche un sottile richiamo a Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov: una tensione tra dimensione mitica e realtà contemporanea, tra sacro e profano, dove l’immagine si fa instabile, mai completamente afferrabile.

La mostra si completa con una pluralità di voci che arricchiscono il percorso espositivo:

Alex Valenti, Angelika Aks, Armsx, Cinzia Colantoni, Daniela Veronese, Marco Vinci, Paola Luciani Fullbright, Rosella Giorgetti e le sculture di Andrea Borga. Artisti diversi per linguaggio e sensibilità, ma uniti dalla capacità di costruire un mosaico visivo complesso, dove ogni opera diventa parte di una narrazione collettiva. L’evento si inserisce in una visione contemporanea dell’arte come spazio di relazione e collaborazione. Fondamentale il contributo di partner e sponsor, tra cui Ditta G. Poggisince 1825, 4MadeIn, Brand Angie’s, di Angelica La Rosa, che presenta un nuovo progetto, curato da Michele Crocitto, presso il ristorante Angie’s, nato dalla collaborazione tra l’artista Anfissa Vassé e la poetessa Angelica La Rosa, L’amaro Bengala di Marco & Nadia Bengala, Brand di Milano Tredici: Tredici. Presente anche il poliambulatorio Imera Medica Curare bene semplicemente, il supporto legale di Romolo Reboa Law, Vignuolo e Art Collection Wine.

 

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