Territorio
Tania Turnaturi
Strada regia delle Calabrie
L’itinerario borbonico attraversa oggi Campania, Basilicata e Calabria per 260 km fino a Castrovillari e 490 km fino a Reggio Calabria. Tocca 44 città, 3 regioni, 4 province, 15 siti di stazione di posta, 3 parchi nazionali e 5 siti Unesco (centro storico di Napoli, Scavi di Pompei-Ercolano, Costiera amalfitana, Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, Parco Nazionale del Pollino) ed è candidata a patrimonio Unesco.
Il tracciato della Strada regia delle Calabrie (Citeriore a nord e Ulteriore a sud) è stato inaugurato nel 1779 da Ferdinando IV di Borbone per collegare Napoli a Reggio, come è inciso nell’epitaffio di Serre in località Pagliarone all’inizio di un sentiero sterrato, sovrapponendosi al tracciato della via romana Popilia del 132 a,C., detta anche Capua-Regium.
La realizzazione dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria ne ha determinato l’abbandono con conseguente crollo dell’economia e spopolamento dei centri lungo il tracciato. Restano sentieri sterrati fiancheggiati da pietre miliari, tratti di acciottolato romano e qualche iscrizione disseminata in terreni agricoli.
La colonna miliare con iscrizione latina al Ponte della Maddalena sul fiume Sebeto (oggi al Museo della Certosa di San Martino) segna l’inizio della strada, che a Portici attraversa il cortile della reggia fatta edificare da Carlo di Borbone nel 1738 alle pendici del Vesuvio, luogo delle ville di otium della nobiltà napoletana. La presenza del palazzo e gli scavi di Ercolano anch’essi iniziati nel 1738, stimolano l’edificazione di nuove residenze nobiliari suburbane e la località diventa meta dei viaggiatori del Grand Tour. Nel 1758 viene inaugurato l’Herculanense Museum unico in Europa, oggi rivisitato in chiave multimediale. La reggia ospita la Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II" e l’Orto botanico.
Nel 1927 parte lo scavo sistematico della città sepolta dall’eruzione del 79 voluto dal soprintendente Amedeo Maiuri, che porta alla luce edifici, mobili lignei, cibo ed elementi organici che ben si erano conservati sotto uno strato di 20m di fango vulcanico diventato tufo. Da Ercolano partiva il Miglio d’oro, disseminato di 122l Ville vesuviane, tra cui Villa Campolieto disegnata da Luigi Vanvitelli e Villa delle Ginestre dove Giacomo Leopardi visse gli ultimi periodi della sua vita e vi compose La ginestra.
È il famoso cartografo Giovanni Antonio Rizzi Zannoni a realizzare la carta geografica della Sicilia Prima col metodo della triangolazione geodetica, cui seguirà l’Atlante geografico del Regno di Napoli.
Luca Esposito, architetto campano delegato Archeoclub d’Italia al Programma di Riqualificazione dei Borghi sulla Via Regia delle Calabrie e appassionato di cartografia storica del Regno di Napoli, per un decennio ha svolto un’accurata indagine di ricostruzione cartografica georeferenziata sovrapposta all’antica planimetria dell’Atlante Geografico del Regno di Napoli del Rizzi Zannoni, integrata da materiale di archivio e ricognizione e interviste agli esperti di storia locale. Ha inoltre consultato i diari di viaggio di aristocratici del ‘700 europeo che vi transitavano in carrozza per visitare gli scavi di Pompei ed Ercolano, Paestum e le rovine della Magna Grecia in Calabria e ha censito le emergenze storico-architettoniche e naturalistiche dei territori. Ne è scaturito il volume “La Strada Regia delle Calabrie. Ricostruzione storico-cartografica dell’itinerario postale tra fine Settecento e inizio Ottocento, da Napoli a Castrovillari”, in 14 capitoli scanditi da stazioni di posta e taverne dove si cambiavano i cavalli e si mangiava, distanti 10 miglia napoletane, quanto poteva percorrere un cavallo al galoppo.
Archeoclub d’Italia col suo presidente Rosario Santanastasio sostiene il progetto di promozione culturale, sociale e turistica di questo Cammino meridionale della penisola, finanziato nel 2025 dalla Regione Campania grazie all’impegno del presidente della Commissione bilancio Franco Picarone, con Anci Campania come co-soggetto attuatore, per realizzare un press tour con la stampa italiana e straniera e la cartografia di una guida turistica.
Proseguiamo, quindi, il nostro viaggio col prezioso supporto di Luca Esposito giungendo a Nocera Superiore, dove il Complesso monumentale di Santa Maria Maggiore presenta un Battistero Paleocristiano con l’ottagonale fonte battesimale a immersione, su cui poggiano quindici coppie di colonne in marmo cipollino che sorreggono la cupola. È candidato a Patrimonio Unesco.
Cava de’ Tirreni ha la sequenza di portici più lunghi del Meridione, che sfocia nella piazza del duomo dove abbiamo assistito al corteo storico che prelude alla “Disfida dei Trombonieri”, gara di tiro con l’archibugio. Ai piedi dei monti Lattari, l’Abbazia benedettina della Santissima Trinità si è sviluppata sulla grotta dell’eremita Alferio intorno al Mille. L’Abbazia, oggi Monumento Nazionale, nel Medioevo esercitò grande influenza spirituale e temporale in tutto il Mezzogiorno. L’archivio conserva 15 mila pergamene e la biblioteca preziosi manoscritti e incunaboli. Di rilievo il chiostro sotto la roccia e il cimitero longobardo.
A Salerno ritroviamo la Strada regia a Porta Catena, di fianco alla chiesa dell’Annunziata. Tra palazzi barocchi e chiese medievali, sul selciato del centro storico ci imbattiamo nelle placche con incisi i nomi dei medici illustri della Scuola Medica Salernitana. Al duomo, eretto da Roberto il Guiscardo dopo la conquista normanna, si accede dal quadriportico romanico su cui si staglia il campanile arabo-normanno. Nella cripta barocca con le spoglie di San Matteo, gli affreschi con scene del vangelo ed episodi di storia salernitana ricoprono volta e pareti.
Proseguendo verso i Monti Alburni, la Strada regia rivela il suo lato più romantico con la via delle taverne e le stazioni di posta e svela parecchie emergenze della strada romana. Ecco l’antico lastricato della via Popilia tra i comuni di Serre e Postiglione e la taverna della Duchessa, unica stazione di posta non urbanizzata e oggi trasformata in B&B per ripristinarne la funzione. E poi la fontana di Zuppino e le taverne dello Scorzo dove Cicerone si fermò a mangiare le lucaniche, il ponte romano della Difesa nel territorio di Auletta, unico esemplare romano esistente sulla Regio-Capuam. Nei punti in cui il tracciato settecentesco si sovrapponeva a quello romano, gli ingegneri borbonici eressero due piloni, di cui uno è crollato
La strada ha avuto un uso specifico militare e postale. Vi sono transitati Spartaco, Cicerone in fuga verso la Sicilia a causa dell’opposizione alle leggi agrarie dei Gracchi, Carlo V d’Asburgo di ritorno dalla crociata nel Nord Africa, Giuseppe Bonaparte, il Cardinale Ruffo alla testa del suo Esercito della Santa Fede, i viaggiatori del Grand Tour, Carlo Pisacane e Garibaldi coi Mille, le truppe tedesche in ritirata nella Seconda Guerra Mondiale.
Il tracciato borbonico corrisponde all’odierna SS 18 fino a Battipaglia, per alcuni tratti alla SS 19 fino a Castrovillari, e a tratti sterrati abbandonati.
Da non perdere le Grotte di Pertosa-Auletta, attraversate dal fiume Negro, abitate dalla preistoria come testimonia il ritrovamento di una palafitta oltre a oggetti di culto, lucerne, monete.
Nella campagna di Padula è suggestivo il Battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte che sembra galleggiare sull’acqua. Nel centro abitato, la Certosa di San Lorenzo è il complesso monastico più grande del Mezzogiorno, che per secoli ha esercitato il primato politico e religioso fino alla Puglia.
A Polla un’epigrafe marmorea (Elogium Pollae) è un’importante testimonianza scritta in latino arcaico che elogia l’operato del costruttore della strada romana, a metà percorso.
Al confine con la Basilicata, a Casaletto Spartano la Taverna Garibaldi è ricavata nel fortino dove il Generale pianificò la conquista del Regno di Napoli e dove Maurizio De Giovanni fa nascere il commissario Ricciardi.
Ci auguriamo che la Strada regia borbonica diventi un ArcheoCammino di turismo lento culturale e sostenibile, salvaguardando le testimonianze storiche architettoniche e archeologiche, e sensibilizzando gli abitanti dei territori alla salvaguardia dei borghi e delle tradizioni.
Giornalista Pubblicista Da anni si occupa di turismo, enogastronomia, arte e teatro. Collabora con numerose testate specializzate per le quali scrive reportage di viaggio, articoli di promozione del territorio, eventi enogastronomici, ristoranti, mostre d’arte, cultura, attualità e recensioni teatrali. Appassionata della buona tavola, ama raccogliere erbe selvatiche commestibili e molte specie di funghi che utilizza per piatti di cucina povera e tradizionale.
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