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Fino al 19 luglio 2026 ai Musei del Complesso di San Salvatore in Lauro a Roma i segreti del maestro della scenografia tra arte e cinema da Fellini a Scorsese
Tania Turnaturi

Dante Ferretti, con i miei occhi

Ai Musei di San Salvatore in Lauro a Roma, la mostra Dante Ferretti, con i miei occhi. I segreti del maestro della scenografia è dedicata a uno dei più grandi maestri della scenografia contemporanea, tre volte premio Oscar, che ha attraversato oltre sessant’anni di cinema tra generi, paesi, epoche, trame e visioni. Un viaggio dentro il saper fare del cinema, dentro quella dimensione artigianale, colta e visionaria che trasforma il disegno in spazio, la memoria in immagine, il set in immaginario.

Curata da Raffaele Curi e organizzata da Il Cigno Arte in collaborazione con Vertigo Syndrome, la mostra riunisce circa quaranta opere tra bozzetti, studi, lavori pittorici e materiali che restituiscono la forza di uno sguardo capace di segnare in profondità la storia del cinema italiano e internazionale, con un occhio particolare alla dimensione artistica della produzione di una figura che – da Pier Paolo Pasolini a Martin Scorsese, passando per Federico Fellini – ha reso grande la maestria italiana nel mondo.

Presentata in una prima tappa al Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera, la mostra arriva nella Capitale con una nuova edizione dal forte valore simbolico. Roma non è infatti soltanto una sede espositiva, ma il luogo fondativo della vicenda artistica di Ferretti: è qui che si intrecciano la sua formazione, l’incontro con i grandi maestri del cinema italiano e l’apertura internazionale. 

Ed è proprio nella “sua” Roma, che la seconda tappa di questo viaggio/omaggio non si limita a celebrarne l’immagine di scenografo pluripremiato, bensì lo propone come artista visivo autonomo, capace di trasformare il bozzetto in opera, la pittura in cinema e il cinema in forma permanente del vedere. È qui che il cinema incontra l’arte: i disegni preparatori, i modelli e le ricostruzioni scenografiche non appaiono come passaggi accessori o strumenti funzionali alla realizzazione del film, ma come originali veri e propri, dotati di una propria compiutezza estetica e poetica.

Il cuore del progetto, ospitato negli spazi del Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro, sta proprio in questo scarto di sguardo: considerare i bozzetti di Ferretti come le opere originarie da cui nasce tutto il resto. Spazi, ambienti, architetture, prospettive e visioni esistono già lì, prima ancora della macchina da presa, con una loro identità visiva, estetica e interpretativa. Il film li espande, li trasfigura, li moltiplica: nella loro materia si leggono gessetti, carboncini colorati, talvolta collage, una sapienza tecnica capace di restituire profondità di campo, luce, ombra, tensione narrativa.

Ferretti ha imparato a vedere il cinema attraverso la pittura, a costruire atmosfere a partire dalle immagini dell’arte, a leggere nei quadri una possibilità di spazio, luce e racconto: una genealogia visiva che passa da Piero della Francesca a Masaccio, da El Greco a Luca Signorelli, dalla luce caravaggesca a Giotto, dalla pittura fiamminga al manierismo, fino a Bosch e Bruegel, e che nei suoi bozzetti continua a vivere come materia concreta dell’invenzione. Con Dante Ferretti, con i miei occhi. I segreti del maestro della scenografia, Roma accoglie così un progetto che restituisce alla scenografia la sua natura più profonda: non semplice cornice del racconto, ma origine della visione. Un luogo in cui il cinema nasce dall’arte, e l’arte torna a farsi spazio, luce, costruzione del sogno.

Pasolini lo definì un genio; Leonardo DiCaprio lo ha indicato come “lo scenografo più emblematico e rappresentativo della sua epoca, forse il migliore di tutti i tempi”. Parole che restituiscono la misura di un artista capace di muoversi con assoluta libertà attraverso epoche diverse, mondi lontani, registri stilistici opposti, rivoluzionando la scenografia prima in Italia e poi su scala internazionale.

La mostra accompagna il visitatore dentro questo attraversamento, con un percorso che va dai lavori per Pasolini fino ai grandi titoli del cinema internazionale, restituendo la vastità e la coerenza di uno sguardo. Tra le opere esposte compaiono lavori legati a I racconti di Canterbury, Il fiore delle Mille e una notte, E la nave va, Ginger e Fred, Il nome della rosa, Le avventure del barone di Munchausen, La voce della luna, The Age of Innocence, Casinò, Kundun, Gangs of New York, Cold Mountain, The Aviator, Sweeney Todd, Hugo Cabret, Shutter Island, Silence, insieme a lavori pittorici e progetti che ampliano ulteriormente il perimetro della sua ricerca.

Ferretti ha ricevuto nove nomination agli Academy Awards per la scenografia e ha vinto tre Oscar per The Aviator, Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street e Hugo Cabret; a questi si aggiungono una nomination ai costumi per Kundun, quattro BAFTA Awards, tre premi della critica di Los Angeles, un premio della Art Directors Guild, un National Board of Review, cinque David di Donatello, quattordici Nastri d’Argento, cinque Premi Cinearti – La chioma di Berenice e molti altri riconoscimenti. Ma la portata di Dante Ferretti travalica il cinema: alle sue opere è stata dedicata una mostra di tre mesi agli Academy Awards; due suoi bozzetti sono in esposizione permanente allo Smithsonian Institute; il MoMA di New York ha ospitato per sei mesi una mostra dei suoi lavori e, nell’autunno del 2013, gli ha dedicato un festival. È il segno di una statura che supera il perimetro del set e afferma il valore del suo lavoro dentro la storia più ampia delle arti visive del nostro tempo.

INFO: https://conimieiocchimostra.it/

BIGLIETTI ACQUISTABILI ONLINE E IN BIGLIETTERIA | Intero: 12,50€ | Ridotto: 10,00€ (minori di 18 anni, over 65, accompagnatori di persone disabili con certificazione di disabilità pari o superiore a 75%) | Ridotto Bambini: 5,00€ (dai 7 ai 12 anni) | OPEN: 10,00€

 

Tania Turnaturi

Giornalista Pubblicista Da anni si occupa di turismo, enogastronomia, arte e teatro. Collabora con numerose testate specializzate per le quali scrive reportage di viaggio, articoli di promozione del territorio, eventi enogastronomici, ristoranti, mostre d’arte, cultura, attualità e recensioni teatrali. Appassionata della buona tavola, ama raccogliere erbe selvatiche commestibili e molte specie di funghi che utilizza per piatti di cucina povera e tradizionale.

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