Arte e cultura
Il dialogo tra essere umano e natura nelle opere della Collezione Farnesina promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale a cura di Benedetta Carpi De Resmini
Sergio Ferroni

Identità Oltre Confine

Si espande il viaggio del progetto Identità Oltre Confine, a cura di Benedetta Carpi De Resmini. Per la prima volta dall'inizio del suo percorso espositivo, la mostra approda in Oriente.  L'11 settembre inaugurerà la prima tappa extraeuropea presso l'Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, organizzatore dell’evento insieme all'Ambasciata d'Italia a Tokyo.  Identità Oltre Confine è un progetto espositivo promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in occasione del venticinquesimo anniversario della Collezione Farnesina. L'iniziativa propone una riflessione ampia e stratificata sul concetto di identità nel contesto contemporaneo, segnato da crisi ecologiche, fenomeni migratori, instabilità geopolitiche e profonde trasformazioni culturali.

Concepito inizialmente come un percorso itinerante in tre tappe, il progetto si è progressivamente ampliato. Attraversando città, istituzioni diverse, Identità Oltre Confine ha costruito un racconto in continua evoluzione sul modo in cui le identità individuali e collettive si ridefiniscono nel tempo, all’interno di una geografia che da sempre mette in relazione culture, lingue e visioni differenti.

A un anno dall'avvio del progetto, la tappa di Tokyo segna un momento particolarmente significativo del suo percorso: per la prima volta Identità Oltre Confine esce dai confini europei e approda in Oriente, aprendo un dialogo con una cultura che ha profondamente influenzato l'immaginario e la ricerca di numerosi artisti italiani presenti in mostra. In questo nuovo contesto il concetto stesso di confine si amplia ulteriormente, trasformandosi in uno spazio di attraversamento, scambio e reciproca contaminazione, dove tradizioni e linguaggi artistici differenti si incontrano generando nuove prospettive di lettura.

L'opera Fibonacci di Mario Merz segna il punto di partenza del percorso espositivo, metafora di una conoscenza organica e non gerarchica che si espande attraverso connessioni e ramificazioni. La mostra si articola in tre sezioni tematiche – Radici di resistenza, Ecologie instabili e Geografie del distacco – che affrontano le tensioni del presente da prospettive plurali.

In Radici di resistenza, le opere di figure centrali dell'avanguardia femminile italiana come Tomaso Binga, Carla Accardi, Ketty La Rocca, Maria Lai, Elisa Montessori e Paola Gandolfi dialogano con quelle di Elena Bellantoni, Silvia Giambrone, Marinella Senatore e Loredana Di Lillo. In questa sezione, la sovversione si manifesta come pratica viva, in cui corpo e linguaggio diventano strumenti di emancipazione.

Geografie del distacco affronta invece il tema della frattura come esperienza. Le opere di Gea Casolaro e Agnese Purgatorio delineano mappe di ferite urbane, sociali ed emotive, mentre Rä di Martino e Marta Roberti esplorano figure sospese tra umano e non umano, presenze liminali che interrogano un'identità in costante divenire.

Nella sezione Ecologie instabili, nelle opere di Letizia Battaglia, Silvia Camporesi, Martina della Valle, Iginio De Luca, Elena Mazzi e Laura Pugno il paesaggio diventa protagonista, un organismo vulnerabile, in crisi, ma aperto a possibili forme di rigenerazione, invitando a riflettere sulla necessità di immaginare nuove forme di coesistenza. Per la tappa di Tokyo questa sezione si arricchisce inoltre dell'opera di Mariagrazia Pontorno, che riflette sulla vulnerabilità degli ecosistemi e sull'imprevedibilità delle forze naturali, mettendo in discussione l'idea di una natura stabile e pienamente controllabile dall'uomo.

Come nelle precedenti tappe, anche la tappa di Tokyo si arricchisce di interventi pensati per il contesto ospitante. Le opere instaurano un dialogo con la cultura giapponese, facendo del percorso espositivo uno spazio aperto al confronto con il luogo che lo ospita e capace di generare nuove connessioni.

Per questa occasione sono state selezionate delle opere di Elisa Montessori, in particolare dei leporelli che richiamano l'orihon, il tradizionale libro pieghevole giapponese. Affini alla sensibilità estetica giapponese per il tempo dilatato, il vuoto e la contemplazione della natura, i libri di Elisa Montessori si aprono come paesaggi da attraversare, invitando a una lettura che si dispiega lentamente nello spazio e nel tempo.

Accanto a queste opere, Silvia Camporesi presenta una selezione della serie fotografica Atlas Italiae, dedicate ai paesaggi abbandonati e alla visione contemplativa del paesaggio tipica anche della cultura giapponese, dove memoria, silenzio e trasformazione rendono visibile la poesia del tempo che passa.

La tappa di Tokyo ospita inoltre un importante intervento dedicato a Tomaso Binga. Sulla facciata dell'Istituto Italiano di Cultura saranno infatti installate una selezione di poesie visive dell'artista: La mente non ordina (1982), È la donna (1984), Vecchiaia (1984), Perché A = B (1990), Se il pulcino (2001) e Non basta più una conchiglia (2002), quattro delle quali inedite.  Scelte per la loro essenzialità e per la loro vicinanza formale alla sintesi poetica dello haiku, le opere saranno accompagnate dalle registrazioni audio della voce dell'artista che le interpreta.

Inoltre il 14 settembre alle ore 18.00, in occasione della mostra, la curatrice incontra il Prof. Kanai Tadashi, docente della Shinshu University e grande esperto di arte contemporanea italiana.

Identità Oltre Confine

Curatrice: Benedetta Carpi De Resmini

Inaugurazione: 11 settembre 2026

Sedi e date: Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, 2-1-30 Kudanminami, Chiyoda City, Tokyo 102-0074, Japan

12 settembre – 22 ottobre 2026

Info:

www.esteri.it

collezionefarnesina.esteri.it - identitiesbeyondborders.com

Facebook: @ItalyMFA.it, @iic_tokyo

Instagram: @italymfa, @iic_tokyo

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