Enogastronomia
Un progetto nato dalla passione di Andrea Mecheroni che unisce impasti a lunga lievitazione, ingredienti di qualità, musica d'autore e spirito di quartiere in un'esperienza che va oltre la semplice pizza.
Francesca Sirignani

Papilla: dove la pizza diventa un racconto di gusto e convivialità

Nel cuore del quartiere Appio Latino, a Roma, Papilla rappresenta una nuova generazione di pizzerie di quartiere: luoghi in cui la qualità della proposta gastronomica incontra un'atmosfera autentica e informale, trasformando il rito della pizza in un'esperienza fatta di gusto, condivisione e attenzione ai dettagli. Inaugurata nel 2022 da Andrea Mecheroni, Papilla nasce con l'obiettivo di restituire centralità alla convivialità quotidiana, proponendo una cucina accessibile ma costruita con cura, materie prime selezionate e un eccellente rapporto qualità-prezzo.

Il nome del locale è già una dichiarazione d'intenti. "Papilla" richiama infatti le papille gustative, invitando gli ospiti a riscoprire il piacere del gusto in ogni sua sfumatura. Una filosofia che si riflette non solo nelle pizze, che cambiano seguendo il ritmo delle stagioni, ma anche nell'identità del locale, dove ogni elemento contribuisce a creare un ambiente accogliente, riconoscibile e ricco di personalità.

Con circa 90 coperti interni e altri 25 all'esterno, Papilla si sviluppa in spazi ampi e versatili, capaci di accogliere sia gruppi di amici sia coppie in cerca di un'atmosfera più raccolta. L'estetica è fortemente ispirata al mondo rétro: mobili vintage recuperati nei mercatini, oggetti d'antiquariato, un pianoforte d'epoca, una storica radio di famiglia trasformata in giradischi, scaffali popolati da vinili e libri raccontano la passione del fondatore per la musica e la cultura italiana. Persino il conto arriva all'interno delle pagine di un classico volume di sonetti, un dettaglio che sintetizza perfettamente lo spirito del locale: originale, ironico e mai ostentato.

In pochi anni Papilla è diventata un punto di riferimento per il quartiere, conquistando una clientela affezionata grazie a un'identità ben definita, a un servizio attento ma spontaneo e a una proposta gastronomica che riesce a distinguersi senza inseguire mode passeggere. Qui la dimensione di "pizzeria di quartiere" assume un significato contemporaneo, fatto di qualità, calore umano e desiderio di creare relazioni con il territorio.

Dietro questo progetto c'è la storia di Andrea Mecheroni, classe 1990, che dopo una prima esperienza professionale come geometra decide di seguire la propria passione per la ristorazione. Il suo percorso prende forma nella pizzeria romana 72 Ore, dove matura competenze e incontra il pizzaiolo Mirko Pietrodarchi. Da quella collaborazione nasce un sodalizio professionale che prosegue ancora oggi e che, attraverso anni di ricerca, sperimentazione e confronto quotidiano, ha contribuito a definire la precisa identità gastronomica di Papilla.

A unire Andrea e Mirko non è soltanto la passione per l'arte bianca ma anche quella per la musica italiana d'autore, elemento che permea ogni dettaglio del locale. Durante il servizio, tutto lo staff indossa magliette personalizzate con celebri versi di grandi cantautori come Fabrizio De André e Lucio Battisti. Tra le frasi dedicate alla pizza spicca l'ironico omaggio "Chiudo gli occhi e penso a te", trasformando il servizio in un racconto che intreccia gastronomia, musica e memoria collettiva.

Il cuore dell'offerta resta naturalmente la pizza, frutto di una visione che supera le tradizionali contrapposizioni tra scuola romana e scuola napoletana. L'impasto nasce dall'incontro tra farine 00, Manitoba e la tonda romana del Molino Iaquone, con un'idratazione leggermente superiore al 60% e una lunga lievitazione che varia dalle 72 alle 120 ore. Il risultato è una pizza leggera e altamente digeribile, caratterizzata da una base piacevolmente croccante e da un cornicione più sviluppato, capace di unire fragranza e morbidezza in un equilibrio che Andrea e Mirko definiscono semplicemente "pizza all'italiana".

Il menù alterna una selezione di pizze classiche a proposte stagionali che seguono il mercato e la disponibilità delle migliori materie prime. Tra le creazioni più rappresentative spicca la Taggiasca, preparata con fiordilatte, pomodorino semisecco, olive taggiasche e stracciatella pugliese, dove freschezza e sapidità convivono in perfetto equilibrio. Accanto a questa, l'Amatrigialla reinterpreta uno dei simboli della cucina romana attraverso fiordilatte, pomodorino giallo semisecco, guanciale croccante, scaglie di pecorino romano, pepe e basilico fresco, offrendo una versione contemporanea di un grande classico.

Non mancano richiami ai sapori del Sud Italia, con pizze che attraversano Calabria, Sicilia e Campania attraverso ingredienti ricchi di carattere. Ne è un esempio la Squillacese, che combina fiordilatte, bomba piccante calabrese, melanzane fritte, pancetta arrotolata e fontina in una preparazione intensa ma equilibrata, capace di raccontare il patrimonio gastronomico meridionale con uno stile personale.

Anche la sezione dedicata ai fritti riveste un ruolo centrale nell'identità del locale. I supplì, proposti in diverse varianti, convivono con le montanare, dalla versione classica con pomodoro, Parmigiano e basilico fino a quella più golosa con stracciatella pugliese, mortadella e pistacchio, pensate per essere condivise e aprire il pasto nel segno della convivialità.

La proposta beverage segue la stessa filosofia che caratterizza la cucina: semplice, accessibile e costruita per accompagnare l'esperienza senza mai prevalere. Oltre alle bevande tradizionali, Papilla propone un aperitivo quotidiano dalle 18 alle 20, ideato per rafforzare il rapporto con il quartiere e creare un momento d'incontro informale. Si può scegliere tra una formula essenziale con drink e snack oppure l'Ape Papilla, che comprende una selezione di montanarine, bruschetta, assaggio di Margherita e cocktail incluso, mantenendo un prezzo volutamente accessibile. A completare la carta, una curata selezione di vini realizzata in collaborazione con l'azienda vinicola Artico, con etichette disponibili sia in bottiglia sia al calice, pensate per valorizzare le diverse proposte del menu.

Per la stagione estiva arrivano infine due nuove pizze che interpretano il gusto dell'estate attraverso ingredienti freschi e ricercati. La prima abbina focaccia morbida, Prosciutto di Parma, fichi, fiordilatte e una delicata glassa di aceto balsamico, mentre la seconda propone un incontro tra guanciale croccante, fichi freschi, pecorino romano e pepe nero. Due ricette che esprimono pienamente la filosofia di Papilla: partire dalla tradizione per costruire una pizza contemporanea, equilibrata e riconoscibile, capace di evolversi con le stagioni senza perdere la propria identità.

In un panorama gastronomico sempre più orientato alla ricerca dell'effetto, Papilla sceglie una strada diversa: quella della cura quotidiana e del valore della condivisione. Qui la pizza diventa il punto d'incontro tra tradizione e innovazione, tra memoria e creatività, in un ambiente dove ogni dettaglio racconta una storia e contribuisce a far sentire l'ospite a casa. È questa la forza del progetto di Andrea Mecheroni e Mirko Pietrodarchi: trasformare una semplice pizzeria di quartiere in un luogo capace di creare legami, emozioni e ricordi, dimostrando che l'eccellenza può essere accessibile, spontanea e profondamente radicata nel territorio.

 

 

Francesca Sirignani

PER INFORMAZIONI:

Papilla Pizzeria

Via Veturia n. 41/43 – Roma

Tel.06 4543 0928

Email: papillaroma@gmail.com

www.pizzeriapapilla.com

Servizio al tavolo 19:00-23:30

Servizio a domicilio 19:30-22:15

Lunedì chiuso

Francesca Sirignani

Giornalista pubblicista specializzata in tematiche turistiche ed europee. Ha conseguito una laurea in Giurisprudenza e, dopo aver ottenuto la seconda laurea in Studi Europei ed Internazionali, ha approfondito la conoscenza dell’inglese e del francese viaggiando e frequentando corsi linguistici all’estero. Collabora con diversi un periodici specializzati in viaggi e rivolti a chi è appassionato di turismo, cultura ed enogastronomia. Si è occupata anche della redazione dei magazine dell‘ Hotel Indigo St. George, un boutique hotel 5 stelle lusso di Roma. La passione che nutre per le culture, le tradizioni e i paesaggi di altri popoli l’ha sempre portata a viaggiare e a fotografare molti Paesi.

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